Angels Fall First

Recensione di Giuliana L.


Angels Fall First segna il debutto discografico dei Nightwish dopo l’esperimento acustico con il demo del 1996. Come tutti i fans sanno, i Nightwish nascono nel Luglio del ’96 durante un falò estivo. L’idea di Tuomas Holopainen, influenzato da pionieri come 3rd and the Mortal, Theater of Tragedy e The Gathering, era originariamente un progetto acustico con voce femminile. Ottenuto un contratto con la Spinefarm nel ’97, i nostri pubblicano nello stesso anno Angels Fall First.

In Angels Fall First i Nightwish non abbandonano completamente le atmosfere acustiche che predominano in pezzi come la title track Angels Fall First e The Carpenter; tuttavia con questo album inizia a caratterizzarsi il sound power metal che sarà successivamente protagonista di Oceanborn e Wishmaster.

L’artwork è piuttosto semplice: in copertina troviamo una foto molto suggestiva rappresentante una collina al tramonto con un unico albero. Colori e immagini rispecchiano le delicate atmosfere dell’album.

L’album è ricco di sfumature diverse e, come tutti i lavori dei Nightwish, non classificabile in un unico genere.
Già dagli esordi, si nota come le composizioni di mr. Holopainen siano essenzialmente basate su emozioni e melodie che conquistano l’ascoltatore al primo ascolto pur non risultando quasi mai banali.

L’album si apre con Elvenpath, canzone decisamente power metal. L’atmosfera dell’intro ci rimanda in qualche modo al contenuto delle lyrics (altro elemento che personalmente ritengo fondamentale per capire ed apprezzare la musica dei Nightwish) le quali descrivono un viaggio attraverso un mondo popolato da creature mitologiche e della letteratura fantasy. L’ “escapismo” dalla realtà e il “rifugio” nel mondo della fantasia sono tematiche care a Tuomas e le ritroviamo spesso in altri testi.

Personalmente considero Beauty And The Beast la migliore canzone di Angels Fall First e forse una delle più belle dei Nightwish. Il pezzo è un duetto tra Tuomas, che interpreta la Bestia, e Tarja, nel ruolo della Bella.
Ovviamente la voce di Tuomas sfigura rispetto alla magnifica interpretazione della bravissima Tarja che in questa canzone da il meglio di sé.
Beauty and the Beast è una canzone basata su esperienze di vita personali di Tuomas; le lyrics non hanno un lieto fine nonostante ricalchino il plot della famosa favola.

The Carpenter, terzo capitolo di Angels Fall First e primo vero singolo dei Nightwish, è una delle canzoni dei Nightwish che preferisco di meno. Ancora una volta abbiamo un duetto tra Tuomas e Tarja ma le vocals di Tuomas sono decisamente troppo deboli.

Astral Romance, altra perla del disco, è un pezzo con una bellissima melodia e con buone partiture di tastiera. Peccato per la strofa cantata da Tuomas che non è assolutamente in grado di eseguire le note alte.
Il remake ,che troviamo nell’EP Over The Hills And Far Away, con la partecipazione di Toni Kakko (Sonata Arctica) è decisamente migliore dell’originale.

Angels Fall First, traccia completamente acustica, ci conquista con una melodia struggente e un testo altrettanto malinconico. L’intro è davvero toccante , peccato che la canzone perda qualche colpo verso la fine. Un ampio spazio è dedicato al flauto suonato da Esa Lehtinen che ritroveremo in Oceanborn e Wishmaster.
Tutto sommato Angels Fall First si rivela una pregevole ballad nella quale, ancora una volta, Tarja ci stupisce con la sua abilità interpretativa.

Personalmente considero Tutankhamen la track peggiore del disco e di tutta la discografia dei Nightwish. L’intro dalle atmosfere orientaleggianti ci rimanda al contenuto del testo che riflette l’interesse di Tuomas per l’Egitto e i suoi misteri.
Nel complesso la struttura della canzone non convince e non presenta nulla di originale; anche il testo risulta piuttosto scontato.

Nonostante le imbarazzanti lyrics, Nymphomaniac Fantasia è una delle mie preferite su questo disco.
L’intro, composto da chitarra acustica, tastiere e flauto (elementi predominanti su Angels Fall First), è abbastanza lungo rispetto alla durata totale del pezzo, tuttavia è piuttosto piacevole. Anche in questa track le tastiere di Tuomas riescono a creare un’atmosfera delicata che contrasta con il contenuto delle lyrics.

Know why the Nightingale Sings riprende gli elementi power metal e presenta un ritmo più movimentato rispetto al sound generale di Angels Fall First. La track si lascia ascoltare piacevolmente pur non aggiungendo nulla al valore dell’album.

La stupenda Lappi (Lapponia) è divisa in quattro episodi di cui due strumentali: Erämaajärvi, Witchdrums, This Moment is Eternity ed Etiäinen (quest’ultima presente anche nel demo del ‘96).
Erämaajärvi (Lago deserto) è cantata in finnico e presenta alcuni elementi della musica folk finlandese. Segue la strumentale Witchdrums che con le sue atmosfere oniriche ci trasporta direttamente nei paesaggi incontaminati della Lapponia, ai quali Lappi vuole fare omaggio.
Anche la stupenda This Moment is Eternitiy ed Etiäinen sono degne di nota.

Alcune edizioni di Angels Fall First contengono anche le bonus tracks A Return to the Sea e Once Upon a Troubadour. Quest’ultima è un altro duetto tra Tarja e Tuomas; il testo, che riprende una tipica scena da osteria, è molto carino e fa sorridere mentre la musica ci rimanda ad un’atmosfera medievaleggiante. Un pezzo non particolarmente originale ma sicuramente singolare per un gruppo metal.

Nel complesso, considerando l’insperienza della band, Angels Fall First è un prodotto più che buono. Anche se, paragonato ai lavori successivi, manca di una produzione magistrale e presenta qualche imperfezione, Angels Fall First ci regala pezzi come Beauty and the Beast, Astral Romance, The Carpenter, Elvenpath, veri e propri “cult” nella storia musicale dei Nightwish.

Unica nota stonata (è proprio il caso di dirlo ;) ) è il cantato di Tuomas che purtroppo non è assolutamente in grado di contrastare la performance vocale di Tarja (non mi stupisce il fatto che una delle paure del tastierista sia proprio cantare).
Tutto sommato la prova vocale di Holopainen aggiunge un ulteriore tocco naive all’atmosfera dell’album che rispecchia proprio quella tanto ricercata innocenza.