Angels Fall FirstRecensione di Giuliana L.
In Angels Fall First i Nightwish non abbandonano completamente le atmosfere acustiche che predominano in pezzi come la title track Angels Fall First e The Carpenter; tuttavia con questo album inizia a caratterizzarsi il sound power metal che sarà successivamente protagonista di Oceanborn e Wishmaster. L’artwork è piuttosto semplice: in copertina troviamo una foto molto suggestiva rappresentante una collina al tramonto con un unico albero. Colori e immagini rispecchiano le delicate atmosfere dell’album. L’album è ricco di sfumature diverse e, come tutti i lavori dei Nightwish, non classificabile in un unico genere. L’album si apre con Elvenpath, canzone decisamente power metal. L’atmosfera dell’intro ci rimanda in qualche modo al contenuto delle lyrics (altro elemento che personalmente ritengo fondamentale per capire ed apprezzare la musica dei Nightwish) le quali descrivono un viaggio attraverso un mondo popolato da creature mitologiche e della letteratura fantasy. L’ “escapismo” dalla realtà e il “rifugio” nel mondo della fantasia sono tematiche care a Tuomas e le ritroviamo spesso in altri testi. Personalmente considero Beauty And The Beast la migliore canzone di Angels Fall First e forse una delle più belle dei Nightwish. Il pezzo è un duetto tra Tuomas, che interpreta la Bestia, e Tarja, nel ruolo della Bella. The Carpenter, terzo capitolo di Angels Fall First e primo vero singolo dei Nightwish, è una delle canzoni dei Nightwish che preferisco di meno. Ancora una volta abbiamo un duetto tra Tuomas e Tarja ma le vocals di Tuomas sono decisamente troppo deboli. Astral Romance, altra perla del disco, è un pezzo con una bellissima melodia e con buone partiture di tastiera. Peccato per la strofa cantata da Tuomas che non è assolutamente in grado di eseguire le note alte. Angels Fall First, traccia completamente acustica, ci conquista con una melodia struggente e un testo altrettanto malinconico. L’intro è davvero toccante , peccato che la canzone perda qualche colpo verso la fine. Un ampio spazio è dedicato al flauto suonato da Esa Lehtinen che ritroveremo in Oceanborn e Wishmaster. Personalmente considero Tutankhamen la track peggiore del disco e di tutta la discografia dei Nightwish. L’intro dalle atmosfere orientaleggianti ci rimanda al contenuto del testo che riflette l’interesse di Tuomas per l’Egitto e i suoi misteri. Nonostante le imbarazzanti lyrics, Nymphomaniac Fantasia è una delle mie preferite su questo disco. Know why the Nightingale Sings riprende gli elementi power metal e presenta un ritmo più movimentato rispetto al sound generale di Angels Fall First. La track si lascia ascoltare piacevolmente pur non aggiungendo nulla al valore dell’album. La stupenda Lappi (Lapponia) è divisa in quattro episodi di cui due strumentali: Erämaajärvi, Witchdrums, This Moment is Eternity ed Etiäinen (quest’ultima presente anche nel demo del ‘96). Alcune edizioni di Angels Fall First contengono anche le bonus tracks A Return to the Sea e Once Upon a Troubadour. Quest’ultima è un altro duetto tra Tarja e Tuomas; il testo, che riprende una tipica scena da osteria, è molto carino e fa sorridere mentre la musica ci rimanda ad un’atmosfera medievaleggiante. Un pezzo non particolarmente originale ma sicuramente singolare per un gruppo metal. Nel complesso, considerando l’insperienza della band, Angels Fall First è un prodotto più che buono. Anche se, paragonato ai lavori successivi, manca di una produzione magistrale e presenta qualche imperfezione, Angels Fall First ci regala pezzi come Beauty and the Beast, Astral Romance, The Carpenter, Elvenpath, veri e propri “cult” nella storia musicale dei Nightwish. Unica nota stonata (è proprio il caso di dirlo ;) ) è il cantato di Tuomas che purtroppo non è assolutamente in grado di contrastare la performance vocale di Tarja (non mi stupisce il fatto che una delle paure del tastierista sia proprio cantare).
|
|