OceanbornRecensione di Stefano B. Oceanborn irrompe in questa situazione portandom radicali mutamenti nella percezione che ogni appassionato di metal poteva avere di questa band e del metal in genere. Già dall'opener Stargazers capiamo che molto è cambiato: il quintetto ci travolge con un power metal a tinte goticheggianti pregno di cambi di tempo e tecnicismi che mai ci si sarebbero aspettati dagli autori di Angels fall first. L'influenza artistica più evidente sono gli Stratovarius ma rispetto ai connazionali i Nightwish raggiungono una proposta più emozionale e meno scontata nella scelta delle melodie. La voce di Tarja Turunen mantiene la propria impostazione lirica ma la nuova proposta strumentale la vede perfettamente a suo agio nel fornire drammaticità e epicità a una musica già di per sè toccante. Il disco (che si giova di una produzione finalmente all'altezza) si snoda attraverso una serie di tracce (a firma del tastierista-mastermind Tuomas Holopainen) che spaziano da up-tempo tipicamente di matrice Stratovarius (Sacrament of Wilderness) a emozionanti balld (Swanheart, Walking In The Air, Sleeping Sun) a momenti che strizzano l'occhio a un certo tipo di gothic metal (Passion And The Opera),sempre impreziosite dalla splendida voce di Tarja che si produce in alcune performance memorabili (Gethsemane, The riddler e le ballate). Un discorso a parte merita Moondance, strumentale di chiara impostazione folk ma arrangiato in modo metal, che rappresenta un gradevole intermezzo allegro in un disco molto "serio". Da rimarcare l'assenza del sopracitato Holopainen dietro al microfono.Dopo la mediocre prova fornita da Tuomas su Angles Fall First le parti maschili spettano a Tapio Wilska (Sethian, Finntroll) che già aveva collaborato con Holopainen nei Nattvindens Grat. La nuova voce è molto aggressiva,quasi un growling tipico della formula gothic-metal immortalata da Tristania e Paradise Lost, ma la sua sporadicità evita l'appesantimento di un disco che tende nettamente al power metal. Quello che maggiormente colpisce in questo disco è la grande capacità dei Nightwish di trasmettere emozioni all'ascoltatore. Davvero un enorme balzo in avanti dopo un lavoro buono ma limitato come Angels Fall First... e tutto in un solo anno. La versione limitata europea contiene alcune bonus tracks tra cui spicca l'immensa Sleeping Sun, stupenda ballad che diventerà un loro classico di sempre. Un'ora di ascolto che scorre come niente e vale un viaggio in una terra incantata dove i sogni sono sagome che si stagliano nell'aurora boreale.
|
|