Milano - Mazda Palace
28 Ottobre 2004

Recensione di Valentina

Set List


1. Dark Chest Of Wonders
2. Planet Hell
3. Deep Silent Complete
4. The Phantom Of The Opera
5. Ever Dream
6. Sleeping Sun
7. Symphony Of Destruction (Megadeth Cover)
8. Bless The Child
9. The Kinslayer
10. Wishmaster
11. Dead Boy's Poem
12. Slaying The Dreamer
13. Nemo
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14. Ghost Love Score
15. Wish I Had An Angel



E' la prima data da headliner dei Nightwish in Italia; la band mancava l'appuntamento dal 1999, anno in cui si sono esibiti al Supermarket di Torino, di supporto ai Rage.
Moltissimi i biglietti venduti, per uno show che inizialmente era programmato al Transilvania Live (che ha una capienza massima di un migliaio di persone) e che è stato spostato in un palazzetto molto più grande, riempito da artisti del calibro dei Dream Theater.

Se non c'è stato il sold out ci siamo andati molto vicini! I primi fan sono arrivati davanti ai cancelli già dal mattino e verso le 18 tutto il piazzale antistante il Mazda Palace era brulicante di persone.

L'attesa si è svolta in maniera ordinata fino a un'ora prima dell'apertura dei cancelli, quando, per dare una prova inconfutabile della "furbizia" dell'italiano medio, tutti quanti hanno cominciato ad accalcarsi gli uni sugli altri, scavalcando le transenne e cercando di passare il più avanti possibile. capisco l'entusiasmo e la grande voglia di vedere il gruppo, ma sinceramente si poteva evitare. Così come poteva essere gestito molto meglio l'ingresso all'area del concerto che si è trasformato in una specie di "sfondamento".

L'atmosfera nelle prime file si è fatta subito irrespirabile a causa delle spinte dal retro: molti hanno dovuto abbandonare le posizioni faticosamente guadagnate passando una giornata sotto la pioggia davanti ai cancelli, molti si sono sentiti male e il personale della sicurezza ha avuto un gran da fare per aiutare le persone a scavalcare le transenne. Tutto questo prima che il concerto cominciasse.

La Live aveva annunciato all'ultimo momento la presenza di Timo Rautiainen & Trio Niskalaukaus come opening act; così non è stato e il concerto è stato aperto intorno alle 20 e 30 dallo special guest: i Sonata Arctica.

La band capitanata da Tony Kakko mi ha stupita con una resa live significativamente migliore da quella che mi aspettavo avendo ascoltato il live in Tokio e alcune tracce live presenti sull'EP Successor. Il quintetto finlandese presenta alcuni pezzi dal nuovo album e ripercorre alcuni dei vecchi successi, spingendosi a riproporre anche 8th Commandment, My Land e Replica tratti dal primo album.

Le trascinanti melodie dei Sonata sono portate avanti con entusiasmo dalla band: molto carismatica la performance del tastierista e del chitarrista; un po' più fermo il bassista. Tony si da un gran da fare sul palco. L'unico appunto che personalmente farei è quello che nei live il cantante tende sempre a "sporcare" maggiormente il cantato rispetto a quello presente sugli album. Il pubblico partecipa con entusiasmo al breve show dei Sonata Arctica; molti sono venuti solamente per loro, convinti, chissà perché, che si trattasse di uno show da co-headliner.

Dopo circa una ventina di minuti necessari per il montaggio degli strumenti e il soundcheck è finalmente il turno dei Nightwish: le vere star della serata.

Si spengono le luci principali della sala, tutti i riflettori sono puntati in alto. Sul retro del palco compare un immenso fondale raffigurante la copertina di Once. Con un sottofondo orchestrale maestoso fa il suo ingresso la band, a cominciare da Jukka.

L'apertura del concerto è affidata a Dark Chest Of Wonders, che è anche la prima traccia di Once. Questa canzone, caratterizzata da un impatto molto potente, è davvero un buon pezzo per cominciare un concerto! Nei primi minuti ci sono stati alcuni aggiustamenti di volume, ma quasi da subito i Nightwish sono riusciti a trovare l'assetto giusto per far risaltare al meglio la voce di Tarja. Colpisce, come sempre nelle interpretazioni live, l'impostazione maggiormente lirica della cantante rispetto a ciò che si può ascoltare negli ultimi album di studio: una voce potente e molto versatile. Una bella conferma dalla nostra "diva" che sembra davvero essere felice quando sta sul palco. Sin dalla prima canzone i Nightwish ci stupiscono con effetti speciali: fuochi d'artificio e fiammate che si muovono a tempo di musica e enfatizzano i passaggi più ritmati.

Fa seguito a Dark Chest of Wonders un'altra hit tratta dal nuovo album e presente anche sul primo singolo Nemo: si tratta di Planet Hell, resa magistralmente dalla perfetta simbiosi tra Tarja e Marco, accompagnati dal ritmo marziale della batteria di Jukka.

Deep Silent Complete
con i dolcissimi vocalizzi di Tarja che si intrecciano con la chitarra di Emppu riporta alla calma il pubblico che si era scatenato come non mai con i primi due pezzi. La bravura del gruppo sta soprattutto nell'esprimere al meglio il sentimento di questa canzone attraverso la melodia del ritornello, senza scivolare in un'interpretazione piatta e banale.

Il fantasma dell'opera è qui. Tarja e Marco ci propongono una rivisitazione della cover di The Phantom Of The Opera di Andrew Lloyd Webber. Una rivisitazione perché questa versione si avvicina molto di più all'originale pezzo del musical rispetto a quella presente su Century Child. Soprattutto nel finale, Tarja, come ci ha abituati durante questo tour, sfodera tutta la sua voce da soprano e si esibisce in una serie di potenti acuti che sfociano quasi in un grido finale.

E' il momento di Ever Dream, una ballad non troppo impegnativa per Tarja che può riposare un po' la voce, proponendo comunque una canzone romantica e carica di emozioni.

La dolcissima Sleeping Sun chiude quella che si può definire come la prima parte del concerto. Tutto il palazzetto ascolta, quasi in silenzio, trasportato dalle note di questa splendida ballata, in una cornice di mille luci.

Mentre Tarja va a riposarsi dietro le quinte i ragazzi (mr. Holopainen, mr. Vuorinen e mr. Nevalainen, come li chiama Marco) si esibiscono in una cover di un famoso pezzo dei Megadeth: Symphony Of Destruction. Molti dei più giovani non conoscono la versione originale di questa canzone, che Marco, alla voce, personalizza con il timbro rabbioso e acuto che lo caratterizza.

Rientra in scena la bella cantante con un nuovo abito: questa volta, sotto la giacca rossa, indossa dei pantaloni neri e un corpetto nero. Si parte con Bless The Child, una delle canzoni che hanno segnato la svolta nella carriera dei Nightwish. E' da notare come Tuomas riesca con la sola tastiera a rendere particolarmente vivi e reali i cori caratteristici di questo pezzo.

In questa parte del concerto si concentrano alcuni dei più grandi successi dell'album Wishmaster: in fila possiamo ascoltare The Kinslayer, Wishmaster e Dead Boy's Poem.

Le prime due sono caratterizzate da toni decisamente power, sottolineate da fiammate ed esplosioni. Wishmaster è probabilmente la canzone a cui il pubblico partecipa maggiormente, e dimostra quanto in Italia si sia molto legati al terzo album del quintetto finlandese.

Dead Boy's Poem ci mostra un Tuomas molto ispirato che ci regala pezzi dolcissimi alla tastiera durante le parti recitate.

Slaying The Dreamer ci riporta in una dimensione molto più scatenata, nella quale Tarja e Marco esprimono tutta la rabbia scritta da Tuomas il finale quasi thrash è memorabile e coinvolge tutto il pubblico in un "I truly hate you all!"

Nemo, la hit che ha fatto il giro delle classifiche mondiali, conclude il concerto. I Nightwish ci salutano e si ritirano dietro le quinte.

Bastano pochi minuti e un po' di "tifo" per farli ritornare sul palco a proporci la canzone che è stata un po' la sorpresa della serata: Ghost Love Score. Nonostante l'utilizzo di basi registrate (sarebbe chiaramente impossibile suonare tutte le parti dell'orchestra dal vivo) l'interpretazione della band è davvero spettacolare. Tarja sale sul palco in abito lungo, accennando qualche passo di danza durante le parti strumentali. Verso la fine di questa suite una pioggia di coriandoli si riversa sul pubblico, con un gioco di luci e colori davvero suggestivo.

L'ultimo pezzo è Wish I Had An Angel, l'attuale singolo del gruppo. Si chiude in bellezza, dopo una presentazione alquanto "alcolica" di Marco. Tarja ci promette che torneranno presto. Speriamo che, con il ritorno del tour in Europa la prossima primavera, possano ritornare anche da noi!

L'impressione generale che si è ricavata da questo concerto è che i Nightwish in Italia sono molto più amati di quanto si pensasse! Non avrei mai immaginato un così elevato numero di spettatori e un entusiasmo di quel genere!

Considerando il fatto che le nostre televisioni musicali (escludendo i canali satellitari) non hanno minimamente dato spazio ai singoli i Nightwish sono riusciti comunque a conquistarsi un bello spazio nel panorama musicale e questo concerto ne è la dimostrazione.