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Partecipa al nostro contest natalizio e vinci promo di Storytime e poster di Imaginaerum autografato da Tuomas! |
| Intervista a Tuomas per Imaginaerum (a cura di Valentina) |
| Curiosità e Approfondimenti - Interviste | |||
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Dopo l’ascolto dell’album mi rimane circa un’ora per mettere insieme i pensieri e rivedere le mie domande alla luce di quanto ho appena sentito. Tuomas nel frattempo risponde senza sosta alle domande dei numerosissimi giornalisti presenti, senza mai tirarsi indietro e prendendosi solo una brevissima pausa… Nonostante la fama sempre crescente il master mind della band rimane la persona umile e disponibile che è sempre stata e questo non può che farmi piacere. Mi fa ancora più piacere che mi riconosca anche nel momento in cui mi presento, ormai abbiamo fatto diverse interviste e meet & greet insieme, ma non è da tutti ricordare tutte le facce viste una volta ogni tanto e per poco tempo…. Gli argomenti da trattare sono tanti e il tempo a disposizione è per ovvie ragioni contingentato, perciò tento di contenere le mie domande, anche se ne avrei migliaia! Ciao Tuomas, lascia che per prima cosa mi congratuli per la vostra ultima fatica: Imaginaerum. Ho appena concluso l’ascolto e ho trovato il disco veramente bello e interessante: complimenti! Spero che i feedback ricevuti finora siano tutti positivi… Grazie, mi fa piacere che tu l’abbia gradito! Anche dagli altri ho avuto praticamente sempre dei commenti molto positivi e promettenti. La gente solitamente mi dice che l’album è così complesso che va ascoltato più volte, ma questo per me è positivo perché significa che genera interesse e curiosità e questo è ciò che conta, è il miglior approccio che si possa ottenere da un primo ascolto. Quando componi un album non ti spaventano le possibili reazioni dei fan, della casa discografica, della stampa… Non è possibile pensare a cose del genere quando scrivi un album! La chiave è non pensare a nessun altro, né alla casa discografica, né ai fans, nemmeno agli altri membri del gruppo! E’ l’unico modo per mantenere la musica il più sincera e onesta possibile. Per mantenere l’integrità di quello che si fa ci vuole una certa presunzione…. Capisco… anche il fatto che abbiate messo come brano iniziale una canzone in finlandese non è propriamente una mossa commerciale… Ci piace shockare la gente. La volta precedente abbiamo aperto il disco con un brano di 15 minuti, stavolta con un pezzo in Finlandese… E’ una bella sveglia, uno si chiede: “ma che cosa sta succedendo?” ed è invogliato ad andare avanti… Imaginaerum: che cosa significa e da dove arriva questa parola? Beh… è una sorta di luogo dove vai per curare la tua immaginazione. Un po’ come un sanatorio, che in inglese è sanitarium, che suona un po’ come imaginaerum. E’ da lì che ho avuto l’idea. Se vuoi tornare il bambino che sei stato e che è dentro di te, se vuoi avere indietro la tua infantile innocenza devi entrare nel tuo immaginario, che può essere diverso per ognuno di noi. In questi tempi così oscuri e difficili per il mondo quanto pensi che sia importante per ciascuno avere un posto nel proprio io e nella propria immaginazione dove rifugiarsi? E’ un sollievo e una cura…. Ma l’idea principale in questo album è che il mondo in sé stesso è un posto bellissimo, se solo si riesce a guardarlo con i giusti occhi. In effetti per me Imaginaerum è questo mondo, perché mi sono reso conto che è pieno di bellezze incredibili… basta saperle cogliere! Ma allo stesso tempo è popolato dai più indescrivibili orrori, incubi e brutture, perciò quella che si ottiene è una combinazione molto strana. Ma ci sono talmente tante cose belle che solo a guardarle mi si accende qualcosa dentro. Penso alla bellezza e non alla tristezza. Questo è ciò che mi ha guidato nel creare questo album: portare alla gente questi sentimenti, spingerli a guardarsi intorno per trovare la bellezza in qualsiasi cosa. Parlando di ispirazione: ci sono stati artisti che hai ascoltato prevalentemente nel comporre il disco e che ti hanno dato spunti? Che mi dici della letteratura? Questo fatto dell’ispirazione è un po’ strano, perché non è che io prenda ispirazione direttamente da qualcosa… E’ ovvio, ci sono musica, film e libri che mi piacciono… perciò finisco per assimilarli e interiorizzarli e poi gli elementi che ho interiorizzato vanno a caratterizzare e a impattare i brani che compongo. Alcune volte queste influenze sono più complete, come quando ho letto il poema Song of Myself di Walt Whitman, che mi ha dato l’ispirazione per scrivere per l’appunto Song of Myself. L’ho trovata così bella che ho sentito la necessità di inserire qualcosa nel brano. Per quanto riguarda film e libri invece è più un processo di entrata e uscita… li interiorizzo e poi vengono fuori, in un modo o nell’altro. Questo per me è ciò che la parola ispirazione implica. Quale canzone ti rappresenta di più in questo album? Me? Song of Myself E qual è la tua preferita? Non lo so… E’ così buffo, perché ho sempre avuto un pezzo preferito negli altri dischi, ma non in questo. Ci ho pensato a lungo perché lo chiedono tutti, ma non riesco a indicare un unico pezzo. Mentre invece mi è venuto facile dire The Poet And The Pendulum o Dead Boy’s Poem per esempio… Forse è perché questo è il primo album concept che abbiamo fatto, o meglio album tematico… è come un’opera di 75 minuti con diversi capitoli… E’ difficile sceglierne uno. Perciò possiamo considerare questo album come un’unica lunga canzone più che come un insieme di episodi… Questo è il mio pensiero… lo considero così. Ma voi potete vederlo nel vostro modo! Cambiamo argomento e passiamo al film… Com’è stato recitare per te e per gli altri membri del gruppo? In realtà non abbiamo proprio dovuto recitare, grazie al cielo! Non siamo veri attori e nel film stiamo cercando di realizzare qualcosa di credibile. Se ci fossimo noi come attori non sarebbe per niente convincente. Per questo ho parlato a lungo con il regista e lo sceneggiatore, in modo che evitassero di assegnarci dei ruoli. Loro hanno comunque insistito per farci apparire, perché del resto si tratta di un film dei Nightwish e ho avuto l’idea di inserirci in alcune scene in cui in realtà appariamo come band che suona sullo sfondo. Questa è la nostra parte nel film… ci vedrete per non più di 5 o 10 minuti in tutto il lungometraggio. Quindi più o meno per voi è stato come girare un video musicale, giusto? Sì una specie… Poi io ho avuto una piccola parte, interpreto Tom 47enne e ho dovuto fare un po’ di recitazione, suonando il pianoforte e tenendo in braccio una bambina e qualche altra cosetta qui e là… Non è stata la cosa più naturale del mondo per me, ma tutti mi hanno detto che è venuta molto bene, perciò non posso fare altro che credere loro! Ho un po’ paura di vedere il risultato finale! Già, perché il film non è ancora pronto in questo momento… Sì, in questo momento è stato tutto filmato e si sta lavorando sull’editing. Ci vorranno ancora circa cinque mesi perché tutto sia ben finalizzato. Ci sono molti effetti speciali da aggiungere… Sai se verrà proiettato in qualche cinema o teatro? Questa è l’idea che abbiamo, ma non si sa mai… Magari la società di distribuzione non vedendo il potenziale commerciale deciderà che non ne vale la pena e pubblicherà direttamente il DVD… Se fosse per noi ci piacerebbe moltissimo vederlo almeno in alcuni cinema selezionati in tutta Europa. Parliamo della colonna sonora del film: so che sarà un po’ diversa dall’album… Sì, è molto diversa. A un certo punto abbiamo compreso che non possiamo prendere i pezzi dell’album così come sono e usarli come colonna sonora, perché sarebbero troppo invadenti. Da qui la necessità di una sountrack più “ambient” e d’atmosfera. Per questo abbiamo incaricato Petri Alanko, un creatore di musica finlandese, di creare la colonna sonora per il film. Il suo materiale di lavoro sono le tracce contenute nell’album e si occuperà di selezionare alcune tracce, una chitarra qui, un violino lì e di combinarle, magari rallentandole e rendendole adatte al film. Lui è un genietto dal punto di vista tecnico. Finora ho sentito quattro brani e mi sono piaciuti molto, lo stile è decisamente Hollywoodiano. Prima o poi pubblicheremo anche questo materiale, ma uscirà come pubblicazione a sé stante. Passiamo al tour… Sai che a Milano suonerete in uno dei più grandi palazzetti in Italia? Sì, me l’hanno detto! E’ un pensiero che mi lusinga, non vedo l’ora! Che mi dici riguardo alla durata del tour? Durerà circa un anno, partendo a gennaio 2012 da Los Angeles per poi imbarcarci nella crociera 70.000 tons of Metal pochi giorni dopo. Probabilmente finiremo verso gennaio/febbraio 2013, almeno questa è l’idea. Non abbiamo intenzione di imbarcarci in un altro tour massacrante come quello di Dark Passion Play… E poi? Dopo il tour? Hai già delle idee? Sì, ho già delle cose in mente! Ho un mucchio di nuove idee… Ma è veramente troppo presto per parlarne adesso. Ho alcuni desideri riguardo a quello che vorrei fare in futuro. Caspita, avete fatto un film, avete fatto praticamente di tutto… Viene difficile immaginarsi cosa può venire dopo! Beh l’idea mi è venuta in modo abbastanza naturale in realtà, anche se potrebbe cambiare qualcosa durante il prossimo anno. Al momento per me il nostro futuro è abbastanza chiaro.
Hai mai pensato di realizzare un progetto acustico con brani dei Nightwish? Sì, a un certo punto ci abbiamo pensato. Sarebbe bello chiudere la carriera dei Nightwish con un album acustico. Abbiamo iniziato con Angels Fall First e il compimento della nostra carriera potrebbe essere il ritorno all’acustico.
Infine ti lascio lo spazio per l’ultima domanda per un saluto e un messaggio ai fan italiani. C’è un infernale giro sulle montagne russe che vi aspetta quando avrete l’album tra le mani. Spero che ve lo godiate tanto quanto noi ci siamo divertiti nel realizzarlo. E ovviamente spero insieme a tutti gli altri membri della band che il maggior numero possibile di voi venga a vederci al concerto di Milano, il 25 aprile 2012!
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